Gianfranco Pardi
Box, 2001
iron and painted steel, 350 × 450 × 400 cm

Lo spazio è sempre stato presente nella riflessione di Pardi, sia che si impegnasse nella pittura che nella scultura vera e propria. Si può dire che la dimensione ideale a cui il suo lavoro aspira, non come a un compimento operativo ma un confronto teorico , è quello dell’architettura come terreno di scambio fra diverse discipline. La scultura, a volte propriamente il monumento, l’opera inserita nel contesto urbano, emerge nel lavoro di Pardi con coerenza, come uno dei passi più frequentati verso quella dimensione. La grande Box in metallo di dipinto in un giallo vivo deriva da una serie di opere realizzate a partire da scatole di cartone: oggetti e formati scelti per la loro evidente ortogonalità. Da sempre interessato al pensiero razionale, Pardi ne analizza i postulati nell’opera plastica, ma per fare questo non esita a scardinare l’ortogonalità stessa per meglio metterne in luce i nessi logici e costruttivi. Nel nostro caso la grande “scatola” si sta scompaginando sotto i nostri occhi, creando una figura del tutto nuova, come appartenente ad una geometria “altra”. Così la razionalità si confronta con un suo opposto, e lo contempla come una delle sue possibilità.

da: Fondazione Arnaldo Pomodoro. La Collezione permanente, catalogo della mostra, a cura di G. Verzotti, A. Vettese, Milano, Skira, 2007, p. 178

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