Arnaldo Pomodoro
La Colonna del viaggiatore, 1959, I, 1959
piombo e legno, 194 × 30 cm

Gillo Dorfles scrive – a proposito di una serie di opere della quale fa parte anche La Colonna del viaggiatore, 1959, I  – che “si trattava di macchine umane, di macchine non funzionanti che avevano lo stesso valore delle antiche pietre sacre, delle remote cittadelle cosmogoniche. Era logico perciò che Pomodoro si valesse di quei particolarissimi segni (segni del tutto asemantici, di cui egli stesso ignorava il significato) per dettare il suo peculiare messaggio; e certo questi segni non dovevano essere intesi (come alcuni critici vollero) come riferimenti ad antiche culture, ad alfabeti arcaici”.

da: G. Dorfles, in, Libro per le sculture di Arnaldo Pomodoro, Milano, Gabriele Mazzotta editore, 1974, p. 191; poi in Scritti critici per Arnaldo Pomodoro e opere dell’artista 1955-2000, a cura di L. Berra, B. Leonetti, Milano, Lupetti Editori di Comunicazione, 2000, p. 90

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