Joan Miró
UBU, 1950
gouache su cartoncino, 35 × 24 cm

Grande surrealista, Miró non poteva che sentirsi attratto dal personaggio di Alfred Jarry, Ubu Roi, protagonista di due famosi testi teatrali e quintessenza della cultura “contro”. Il re Ubu è la descrizione in chiave comico-grottesca del potere, e la buffoneria dei personaggi e delle vicende non toglie nulla alla carica eversiva, alla denuncia architettata dall’autore. Miró, da sempre pittore lirico, dedica a questo personaggio un gruppo di opere su carta come quello in collezione e poi, negli anni sessanta, una serie di grafiche. In tutte, il tono affabulato e magico del suo universo diventa aspro, rasenta il grottesco, che, come nel drammaturgo, veicola una meditazione sull’assurdità dell’autoritarismo, in quegli anni incarnato, agli occhi del catalano Miró, dal generalissimo Franco. A partire dalla figura di Ubu, Miró scriverà anche un dramma satirico intitolato Mori el Merma, che in catalano vuol dire appunto “Muoia il Tiranno”.

da: Fondazione Arnaldo Pomodoro. La Collezione permanente, catalogo della mostra, a cura di G. Verzotti, A. Vettese, Milano, Skira, 2007, p. 177

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