Arnaldo Pomodoro
Il giardino nero, 1956
piombo, cemento, stagno, 69 × 118 cm

Dentro questa parete cupa, mossa, scavata e segnata, in basso, si addensano come dei grovigli di impronte diverse, meccanismi scomposti, frammenti di macchine con pettini lamelle, riquadri a rilievo, in apparenza disarticolati elementi, come un insieme di oggetti trovati… Ma dentro questo sistema complesso di segni scopri altro, l’idea di antichi ideogrammi, arcaiche illeggibili scritture, sistemi di segni che appaiono ora confusi, sovrapposti, che si sono addensati e che sono quindi riemersi, affiorati come da uno scavo archeologico. Dunque l’idea del tempo e quella delle scritture.

da: A. C. Quintavalle, Arnaldo nel labirinto delle scritture, in Arnaldo Pomodoro. Catalogo ragionato della scultura, a cura di F. Gualdoni, Milano, Skira, Milano, 2007, p. 26

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